10 maggio 2025
Visita all’Abbazia dei Monaci Benedettini Vallombrosani (volantino)
L’Abbazia di Vallombrosa si trova nell’omonima località del comune di Reggello, in provincia di Firenze e diocesi di Fiesole.
Nel novembre del 1950 papa Pio XII elevò la chiesa abbaziale alla dignità di basilica minore. È monumento nazionale italiano.
partenze da:
ore 7:00 Rastignano, c/0 ristorante Cavallino Bianco
via A.Costa,124
ore 7:30 Bolognac/0 Centro Sportivo Barca
via R. Sanzio, 5
Il pranzo è previsto al ristorante ma al sacco per chi non è interessato.
E’ necessario dare conferma entro il 30 marzo 2025 per poter fermare il Bus e il ristorante.
Per partire è opportuno raggiungere un minimo di 30 iscritti.
altre informazioni:
I MONACI
Fratelli legati da grandi desideri, dall’amore per la libertà, dalla ricerca della verità più profonda e più assoluta.
Per raggiungere tutto questo hanno scelto di vivere insieme secondo la Regola di San Benedetto, conducendo un’esistenza ritirata nel silenzio del Monastero immerso nella grande foresta di Vallombrosa.Il silenzio vissuto con particolare attenzione e accoglienza, verso Dio, i fratelli e tutti coloro che si avvicinano a questa comunità monastica.
LA VOCAZIONE RELIGIOSA
Una particolare sensibilità verso un trasporto interiore nel vivere una vita spirituale individuale, con il dovuto raccoglimento e la necessità di un progetto comunitario, rispettando la condivisione della preghiera, del silenzio e del lavoro.
La gioia di amare Dio, la chiamata, il sollievo della sofferenza, il discernimento verso la fede, la preparazione, l’insegnamento, la Congregazione di Monaci, lo studio, la castità e la contemplazione della vita.
STORIA
ALCUNI CENNI SULL’ABBAZIA
Visita all’Abbazia di Vallombrosa e alle sue opere d’arte.
Potrete visitare le opere conservate nei luoghi del monastero.
LA CHIESA
Le opere d’arte nella chiesa – La cappella di s. Paolo – La cappella Mater Amabilis – La cappella di s. Giovanni Gualberto – Il coro.
Per brevità e chiarezza distinguiamo quattro periodi della storia di questo edificio:
La prima costruzione risale ai tempi della fondazione. Si trattava allora di un modesto oratorio in legno con il solo altare in pietra, consacrato nel 1038.
La costruzione in pietra si protrasse per 20 anni, dal 1038 al 9 luglio 1058, data della consacrazione.
Dato lo sviluppo numerico della comunità, tra il 1224 e il 1230, si procedette ad una nuova costruzione.
La chiesa, come si presenta oggi, è fondamentalmente quella del 1230. È caratterizzata da una navata unica molto allungata (m. 47 x 8,60).
La copertura della chiesa romanica fu nascosta da tre volte padiglionate, rette da archi ribassati, decorate nel 1750 da Giuseppe Fabbrini.
Al centro, la scena biblica del re Assuero e della regina Ester.
Nella navata della chiesa furono collocati, negli anni 1730-1732, due altari in pietra. Quello di destra è dedicato a s. Atto, vescovo di Pistoia (morto nel 1153), già abate di Vallombrosa; la tela ivi collocata è di Agostino Veracini e rappresenta s. Atto che riceve le reliquie di s. Giacomo Apostolo.
L’altare di sinistra è invece dedicato a s. Pietro Igneo, monaco vallombrosano, cardinale vescovo di Albano (morto nel 1089). La tela è di Antonio Puglieschi e rappresenta Gregorio VII che gli impone la berretta cardinalizia.
Ai lati dei due altari, in alto, sono collocate quattro grandi tele: nella parete di destra, la prima rappresenta il martirio del beato Tesauro Beccaria, abate di Vallombrosa, di Niccolò Lapi; la seconda, opera di Niccolò Mannelli, raffigura l’incontro tra Enrico IV e Gregorio VII a Canossa.
Nella parete di sinistra, la prima tela raffigura s. Pietro Igneo nell’atto di scomunicare i canonici della cattedrale di Lucca, opera di Ignazio Hugford; mentre la seconda ricorda l’episodio della prova del fuoco sostenuta da s. Pietro Igneo, anch’essa opera del Veracini.
L’elegante cornicione in pietra arenaria (1487) attualmente posto sotto la cantoria dell’organo, sostenuto da quattro lesene con capitello, ornato nel fregio da serafini e altri motivi, era collocato originariamente al centro della navata e serviva a separare il coro dei monaci dal resto della chiesa.
Al lato dell’ingresso un’acquasantiera in marmo bianco (1487) reca lo stemma dell’abate Biagio Milanesi.
L’organo sovrastante è la sintesi di due epoche: la cassa centrale contiene il prezioso strumento costruito da Benedetto Tronci di Pistoia nel 1819, mentre i due corpi laterali sono della ditta Tamburini di Crema che nel 1956 elettrificò anche l’antico organo.
La preghiera del pellegrino
Signore, io mi metto in cammino sempre per raggiungerti e incontrarti.
Tutta la mia vita è un grande viaggio per scoprirti, conoscerti e amarti.Diventare tuo discepolo è lo scopo di tutto il nostro camminare nella vita. Fà che impari a migliorare me stesso guidato dalla parola del tuo vangelo. Solo così farò veramente quel pellegrinaggio che mi aiuta a diventare un vero cristiano.
Tutto ciò che ho conosciuto e imparato, ora diventi patrimonio della mia esistenza.Perché io lo possa trasmettere con la testimonianza di una vita di fede.